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Pavese sul porto di E. Paulucci

Pavese sul porto, 1986. Litografia. Formato carta cm 50x70.Tiratura 125 esemplari e XII p.d.a.

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Pavese sul porto

Caratteristiche:

Pavese sul porto, 1986. Litografia. Formato carta cm 50x70.Tiratura 125 esemplari e XII p.d.a.

 

Una pittura improntata all’equilibrio, basata sulla visione sintetica del soggetto. Paulucci trae dall’esame della realtà i dati salienti e li restituisce nella loro essenza formale ed espressiva. Lo spunto naturalistico è sottoposto a un processo di schematizzazione di taglio cubista, che riconduce gli elementi raffigurati alla sostanza geometrica delle forme. I volumi sono riportati al piano e l’immagine vive più per il colore che per il sostrato disegnativo: che pure è presente a marcare taluni dettagli, quasi a fare da contrappunto in composizioni perfettamente orchestrate che si danno come valore d’insieme, “sensazione” (mostrando in ciò un’assimilazione della nozione impressionista della percezione della realtà), accordo armonioso d’elementi verticali e orizzontali in uno spazio creato per via di giustapposizioni di masse visualizzate per fusione cromatica ed atmosferica. Note su Enrico Paulucci Nasce a Genova nel 1901. Coltiva una precoce inclinazione alla pittura. Da universitario, a Torino, dove risiede con la famiglia, aderisce al Futurismo (anche se non rimarrà nel movimento a lungo) e inizia a esporre i suoi dipinti nelle mostre locali. Dal 1927 stringe rapporti con alcuni tra i più interessanti artisti attivi a Torino (come Casorati, Bozzetti, Chessa, Levi, Menzio, Spazzapan) e, avvenimento di notevole importanza per la sua formazione, nel 1928 soggiorna a Parigi, accedendo allo studio diretto del grande corso pittorico francese: l’Impressionismo e i suoi sviluppi, gli esempi più recenti (ancora poco noti nella Penisola) di Picasso, Matisse, Dufy, Braque. Di nuovo nel capoluogo piemontese, assieme a Chessa, Galante, Levi e Jesse Boswell, allieva di Felice Casorati, costituisce il “Gruppo dei Sei” (1929), le cui istanze sono coadiuvate da uomini della portata di Lionello Venturi ed Edoardo Persico. Il movimento si esaurisce dopo le mostre tenute dai protagonisti tra il 1929 e il 1930; Paulucci, che s’ispira ai Fauves quanto al colorismo (A Torino sotto la neve, 1929,Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna) seguita comunque a esporre con Menzio e Levi fino al 1931. Ormai affermato (sue opere sono presenti alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, in numerose mostre anche all’estero), continua ad arricchire il proprio patrimonio culturale con soggiorni a Roma, Firenze, Malta, Parigi, Londra e con i proficui sodalizi con colleghi italiani e stranieri. A Torino con Felice Casorati fonda lo Studio Casorati-Paulucci, spazio espositivo che propone le personalità più aggiornate, analogamente allo Studio della Zecca, da lui allestito più tardi assieme al medesimo collega. Istituisce inoltre il “Centro delle Arti”, dove presenta maestri del calibro di Manzù, Maccari, De Pisis, Scialoja. Alla vigilia del secondo conflitto mondiale ottiene la cattedra di pittura all’Accademia Albertina (la dirigerà dal 1955 e ne verrà nominato presidente nel 1973). Nel dopoguerra assimila i mutati orientamenti artistici del tempo, come testimoniano i dipinti presenti alla Biennale veneziana del 1956 e si dedica con successo alla scenografia teatrale e cinematografica.

Artista: Enrico Paulucci
Dimensione: cm 50x70

Codice ShopAndTravel: 55008
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