Caratteristiche:
Lettrice. Litografia di A. Salvadori del 1981. Formato carta cm 50x70 - Tiratura 125 esemplari e XII p.d.a.
Aldo Salvadori ha una profonda educazione visiva e possiede un ampio patrimonio culturale. La formulazione dell'immagine appare frutto dell'analisi degli sviluppi del linguaggio artistico dall'Impressionismo a oggi. Si percepisce chiaramente come Salvadori abbia meditato su Manet, Degas, Gauguin, Bonnard, Matisse, Cézanne, soprattutto sulla Scuola di Parigi: Modigliani in primo luogo, Morandi, nonché sulla nozione di spazio cubista.
Emblematiche le citazioni del cubismo analitico rilevabili, ad esempio, in dipinti quali Piatto di frutta, 1986, Natura morta con mandolino (1990). Espliciti gli echi morandiani di talune nature morte dai tipici colori ocracei (Paese mediterraneo, 1976, Composizione, 1989). Oltremodo influenzato da 'Modì' nella fattispecie l'olio su tela Ragazza in rosso e blu (1972). Una produzione pittorica e grafica attenta al reale, che restituisce la figurazione per mezzo della sintesi. Tutt'altro che 'tradizionalista' Salvadori, dotato di una tecnica prodigiosa, la pone al servizio dell'espressione non consentendole in nessun caso di prevaricare lo stile.
Aldo Salvadori nasce a Milano nel 1905. Studente all'Istituto d'Arte di Firenze, visita con assiduità i musei e le gallerie cittadine (e così fa più tardi, nel 1926, a Parigi); s'interessa in particolar modo alle opere rinascimentali. Osserva e, come tanti artisti d'ogni epoca (basti citare i dipinti di Rubens dal Caravaggio), esegue copie di quadri famosi (Resurrezione di Piero della Francesca). Insegna per decenni in diverse scuole artistiche: Istituto d'Arte di Padova (1927); Istituto Superiore delle Arti Decorative della Villa Reale di Monza (1929-1933); Istituto d'Arte di Venezia (1941-1944); Scuola libera del Nudo dell'Accademia di Brera a Milano (1944-'68). È accademico della Clementina di Bologna (1955), delle Arti del Disegno a Firenze (1962) e di San Luca a Roma (1963).
Intanto espone in numerose manifestazioni d'Italia ed estere ' quasi a ogni Biennale di Venezia dal 1930 al 1956 e a tutte le Quadriennali romane tra il 1931 e il 1963, anno nel quale realizza la decorazione delle navi Cristoforo Colombo, Michelangelo e Raffaello. Illustra pure testi letterari (1951, Amore e Psiche di Apuleio; 1965, Canzoniere di Petrarca; 1968,Soleil et Chair di Rimbaud; 1973,
L'après-midi d'un faune di Mallarmé e, 1979, Vers et prose del medesimo autore; 1978, La casada Infiel di Garcia Lorca; 1984, La bonne chanson di Verlaine). Nel 1968 si ritira dall'insegnamento, lascia Milano e si stabilisce nel bergamasco. Si dedica totalmente all'arte con rinnovato impulso creativo, da cui scaturisce anche un sussegui rsi di mostre. Si ricordano le personali a Torino, Galleria Dantesca (1975), al Palazzo Civico di Palermo (1990), le antologiche di Palazzo Strozzi a Firenze (1979) ' comprendente 331 opere ' di Milano, Palazzo della Permanente (1991), la rassegna 'Salvadori e i suoi allievi' a cura del Comune di Baveno (1988).
All'anziano maestro, scomparso nel 2002, pochi anni addietro è tributato il Premio Internazionale 'Ultimo Novecento'per la pittura, Pisa, Palazzo Comunale.
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